Voci tra generazioni: raccontare, immaginare e costruire comunità per superare le disuguaglianze
Durante l'evento organizzato a Mori il 30 settembre per la Settimana dell'Accoglienza abbiamo raccolto alcune testimonianze tra i partecipanti:
CHE COSA TI HA COLPITO MAGGIORMENTE DELLE TESTIMONIANZE?
Il sapersi mettere in gioco
La spontaneità
La presa di coscienza di un problema
L'ottimismo
Il vissuto personale
La consapevolezza e la capacità di esprimere il proprio vissuto
A colpire maggiormente è stata la capacità dei ragazzi di mettersi in gioco con spontaneità, raccontando il proprio vissuto con consapevolezza e autenticità. La condivisione è stata vissuta come un atto di coraggio e di apertura, in cui è emersa la presa di coscienza di problemi reali, ma anche uno sguardo fiducioso verso il cambiamento. L’ottimismo, unito alla profondità delle storie personali, ha dato forza al confronto, trasformando il racconto individuale in un’occasione di crescita collettiva.
QUALI SONO I PROBLEMI INVISIBILI/STRUTTURALI CHE GENERANO DISUGUAGLIANZE NEL NOSTRO CONTESTO QUOTIDIANO?
Il tavolo di lavoro ha evidenziato numerose barriere, spesso silenziose, ma molto presenti:
- La lingua, intesa non solo come comunicazione ma anche come accesso alla lettura, all’informazione e alla comprensione dei propri diritti;
- I tempi lunghi per ottenere la cittadinanza e le relative limitazioni nell’accesso a concorsi pubblici e opportunità professionali;
- Un sistema sanitario che non sempre è equo e accessibile a tutte e tutti;
- La mancanza di idealismo e fiducia nelle istituzioni;
- La difficoltà nel trovare casa e l’accesso al diritto all’abitare;
- Il peso della politica, che può includere o escludere;
- La fatica nell’accettare l’altro e le sue idee, alimentando la paura del diverso;
- Le disparità nel mondo del lavoro, anche legate al linguaggio, agli atteggiamenti e ai pregiudizi impliciti.
TI VIENE IN MENTE UN EPISODIO, TUO O DI QUALCUNO CHE CONOSCI, IN CUI HAI SENTITO FORTE IL PESO DI UNA DISUGUAGLIANZA? COSA è SUCCESSO?
Tabù
Accettazione della diversità
Autocritica
Disuguaglianze create
Rielaborazione dei pensieri
Il pensiero non è peccato
Bugie tra generazioni
Sottile
Durante il confronto di gruppo sono emersi diversi episodi e riflessioni in cui ciascuno ha avuto modo di riconoscere il peso della disuguaglianza nella propria vita o in quella di persone vicine. Le esperienze condivise non facevano riferimento a una sola situazione, ma toccavano aspetti diversi della quotidianità, mettendo in luce quanto le disuguaglianze possano manifestarsi in forme sottili e spesso difficili da nominare.
Un tema ricorrente è stato quello dei tabù: argomenti non detti, parti della propria identità che è stato necessario nascondere o negare per paura del giudizio, soprattutto in contesti familiari o culturali in cui non c’era spazio per l’espressione autentica di sé. Questo ha spesso portato a un senso di isolamento o alla necessità di costruire una doppia facciata, alimentando anche bugie tra generazioni, dove il silenzio e la finzione diventavano strumenti di sopravvivenza.
Dalle discussioni è emersa anche una profonda riflessione sull’importanza dell’accettazione della diversità, non solo da parte degli altri, ma anche come processo personale. Alcuni hanno condiviso momenti di autocritica e rielaborazione, in cui si sono resi conto di aver interiorizzato certe norme o pregiudizi, contribuendo inconsapevolmente a quelle stesse disuguaglianze che ora mettono in discussione.
Un pensiero significativo che ha colpito il gruppo è stato che “il pensiero non è peccato”: il diritto di pensare, di porsi domande, di interrogarsi sulla propria identità e su ciò che si ritiene giusto o sbagliato non dovrebbe mai essere limitato o giudicato. Questa affermazione ha rappresentato una sorta di filo conduttore, che ha aiutato a riconoscere come anche il semplice fatto di sentirsi diversi o non compresi possa diventare un’esperienza di disuguaglianza.
Il gruppo ha riconosciuto che le disuguaglianze non sono sempre evidenti, ma spesso si insinuano nei dettagli: nei silenzi, nelle aspettative, nei piccoli giudizi quotidiani. Affrontarle significa anche imparare a leggere ciò che è sottile, rielaborare le proprie esperienze e costruire insieme spazi in cui ciascuno possa sentirsi libero di essere sé stesso.
CHE FRASE/IMMAGINE/SIMBOLO METTERESTI SU UN CARTELLO PER DIRE BASTA ALLE DISUGUAGLIANZE SE DOMANI ANDASI AD UNA MANIFESTAZIONE?
VALUTAZIONE FINALE
La serata è stata calda, utile e ricca per la maggior parte delle persone.
La serata si è rivelata un momento caldo, partecipato e ricco di significato per la maggior parte delle persone presenti. Il clima di ascolto e rispetto ha favorito uno scambio autentico, in cui ciascuno e ciascuna ha potuto portare il proprio punto di vista, le proprie esperienze e domande.

