Gita al lago di Tenno
Il più bel ricordo delle attività dell’anno scorso
Qualche mese fa, prima di iniziare la nostra équipe settimanale a Rovereto, la coordinatrice ci ha rivolto una domanda all’apparenza semplice: “Qual è uno dei ricordi più belli dell’anno scorso?”.
La risposta da parte di noi operatori e operatrici di Rovereto è arrivata quasi all’unisono: la gita in malga trascorsa insieme alle tante famiglie e alle persone accolte nel nostro progetto. La cosa straordinaria è che, poco tempo dopo, facendo la stessa domanda ad alcune delle persone ospitate nei nostri alloggi durante un’intervista, abbiamo ottenuto esattamente la stessa identica risposta.
Questa coincidenza non è un semplice caso, ma dice molto sul valore del nostro lavoro. Ci ricorda quanto sia fondamentale creare momenti di incontro al di fuori della routine quotidiana, un contesto che spesso rischia di essere assorbito da pratiche burocratiche, doveri e urgenze. Quando ci si allontana per un attimo dai ruoli formali dell’assistenza, le etichette semplicemente cadono: non ci sono più operatori e operatrici, volontari e volontarie o persone beneficiarie, ma solo persone che condividono la stessa strada, uno stesso panorama e la gioia di stare a tavola insieme.
La gita estiva di quest’anno
Quest’anno le cose sono andate in modo un po’ diverso e non siamo riuscite a organizzare il ritorno in malga. Tuttavia, la voglia di stare insieme trova sempre il modo di emergere. Tutto è nato dall’iniziativa di una nostra volontaria che, arrivata al termine di un percorso di affiancamento durato diversi mesi con una famiglia, desiderava regalare a tutti e tutte un’ultima giornata speciale, fatta di sorrisi, spontaneità e leggerezza.
Ci siamo attivate subito, abbiamo esteso l’invito ad altre persone ospitate nei progetti di accoglienza e abbiamo proposto una gita al Lago di Tenno.
È stata una giornata splendida e baciata dal sole, passata tra passeggiate lungo le sponde, tuffi, chiacchiere in totale relax e un bel pranzo al sacco condiviso sul prato.
Bambini e bambine hanno potuto correre e giocare liberamente, mentre noi persone adulte abbiamo ritrovato il piacere di fermarci, conoscerci meglio e scoprire insieme un angolo di Trentino a molti/e ancora sconosciuto.