Tracce di sé: quando l’identità diventa mappa del mondo
Nello spazio di ReLAB a Rovereto, le parole prendono forma attraverso disegni e riflessioni che rispondono alla domanda “Io sono…”. Un laboratorio che è stata un’occasione preziosa di confronto e scoperta per un gruppo interamente al femminile che si è ritrovato ad esplorare insieme il tema dell’identità. Un concetto che, come è emerso fin dalle prime battute e attraverso le sagome, va ben oltre il carattere.
Abbiamo scoperto come ognuna ha declinato diversamente la propria identità, portando con sé storie, culture e aspirazioni.
L’attività prosegue con le mappe: del mondo prima, di Rovereto poi. Abbiamo lavorato su queste distinguendo due tipi di legami: quelli ereditati dalla famiglia e quelli costruiti attraverso le relazioni personali. Le ragazze hanno tracciato connessioni che raccontano di radici multiple e ciascuna ha condiviso il suo sguardo sulla mappa: c’è chi ha trovato inaspettato ciò che vede, chi ha visto tante culture e connessioni nella mappa, ma anche case e radici multiple, definendosi cittadine del mondo.
Rispetto alla mappa di Rovereto, la domanda che ci siamo poste era “ritrovate luoghi di origine, quindi quelli ereditati dalle famiglie, a Rovereto?”. La risposta, inaspettata, è stata di ritrovare elementi di Rovereto nei luoghi d’origine delle loro famiglie. Questo apre nuove domande sull’appartenenza, sull’integrazione e sull’identità.
I feedback finali confermano il valore dell’esperienza come spazio di confronto, sottolineano l’importanza della scuola nell’inclusione ed esprimono il desiderio di narrare le proprie esperienze e raccontare la propria cultura da un’altra prospettiva, che sia diversa dalle narrazioni altrui.