Vivere la comunità: lɜ giovani e la percezione della sicurezza
Vivere la comunità: lɜ giovani e la percezione della sicurezza
In occasione della Settimana dell’Accoglienza 2026, cinque classi seconde delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Rovereto hanno partecipato ad un percorso formativo e partecipativo promosso dal Coordinamento Accoglienza Vallagarina per dar voce alla sensibilità dei giovani e delle giovani sugli spazi che attraversano ogni giorno.
Attraverso riflessioni individuali e confronti di gruppo culminati nella realizzazione di cartelloni tematici, ragazzi e ragazze hanno tracciato una vera e propria mappa emotiva della città.
La sicurezza come esperienza dinamica
Se la casa e i luoghi dello sport rappresentano “isole felici” in cui sentirsi protetti, l’esperienza scolastica si rivela ricca di sfumature, divisa tra il valore delle relazioni e le inevitabili ansie da prestazione. Più complessa è invece la percezione degli spazi pubblici e virtuali: parchi e vie cittadine cambiano volto tra il giorno e la sera, quando la paura dell’ignoto e la narrazione allarmista dei social aumentano il senso di insicurezza, mentre le stesse piattaforme digitali mostrano una natura ambivalente, divise tra desiderio di svago e consapevolezza dei rischi.
Dal lavoro con gli studenti e delle studentesse è emerso chiaramente come la sicurezza non sia un concetto statico o legato alle sole infrastrutture fisiche, ma un’esperienza dinamica che dipende dalla qualità delle relazioni, dalle fasce orarie di fruizione e dalle passioni personali, come la musica o lo sport, capaci di agire da vero e proprio “scudo emotivo”.
La restituzione
L’intero percorso troverà il suo momento culminante il 2 ottobre all’Urban Center, in una giornata di restituzione pubblica che vedrà gli studenti e le studentesse protagonisti di un confronto diretto con l’amministrazione comunale. Organizzati in tavoli di lavoro con compagni e compagne di diverse scuole, i ragazzi e le ragazze accoglieranno la Sindaca e gli Assessori, presentando tramite propri portavoce le analisi e le proposte nate nei laboratori. A coronare la giornata, il piazzale dell’Urban City si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto dove i ragazzi e le ragazze, indossando t-shirt colorate, daranno vita a un suggestivo flash mob coreografico che attraverso il movimento di cerchi concentrici vuole simboleggiare visivamente l’armonia, la collaborazione e il forte senso di appartenenza alla comunità.
