Nasce il Progetto Dalia, per accompagnare donne rimaste fuori dai progetti ordinari
A fine giugno è nato il Progetto Dalia per donne richiedenti asilo e rifugiate
È partito il Progetto Dalia, un percorso al femminile di inclusione sociale e accompagnamento dedicato a donne richiedenti e titolari di protezione internazionale a cui abbiamo dato il via alla fine di giugno. L’iniziativa nasce in collaborazione con la Provincia e Agenzia del Lavoro per offrire una risposta tempestiva, flessibile ed integrata a donne che si trovano escluse dai circuiti ordinari di accoglienza.
L’obiettivo è evitare che vulnerabilità, situazioni burocratiche complesse e mancanza di una rete di supporto si trasformino in grave emarginazione favorendo invece il raggiungimento di una progressiva autonomia personale, sociale e abitativa.
Il progetto muove i suoi primi passi tra le mura dell’ex Casa del Clero a Trento, nella zona di Piazza Venezia, e in un alloggio situato nel centro storico di Rovereto. In totale sono tredici le donne accolte: undici a Trento — provenienti dal Marocco, Pakistan, Turchia, Georgia ed El Salvador — e due a Rovereto, entrambe di nazionalità marocchina.
Come sta andando
Nonostante le differenti provenienze e i diversi tempi di permanenza in Italia, l’avvio della convivenza è stato decisamente positivo.
Tra chi si conosceva già dalle esperienze precedenti nei dormitori e chi ha stretto nuovi legami direttamente nelle case, ogni visita agli alloggi conferma un’atmosfera quotidiana serena, accogliente e collaborativa.
L’intervento si inserisce all’interno della nostra Area Migrazioni Forzate, che lavora in stretta sinergia con l’area Comunità e Abitare e Vulnerabilità. Le attività proposte puntano a rafforzare le competenze personali e relazionali delle ospiti, promuovendone il benessere, facilitando l’accesso ai servizi e ponendo le basi per una piena autonomia abitativa e sociale. Un percorso a tutto tondo che va a integrarsi e a completare il lavoro di orientamento lavorativo portato avanti dall’Agenzia del Lavoro.
I primi passi
A sole tre settimane dall’ingresso, i primi passi verso l’autonomia mostrano già riscontri molto incoraggianti. Sul fronte burocratico, tutte le ospiti hanno presentato la domanda di asilo politico e una di loro ha già ottenuto l’esito positivo dalla Commissione territoriale con un permesso quinquennale.
Per quanto riguarda la formazione, quasi tutte hanno completato il primo ciclo di corso di italiano promosso dal Centro per l’Impiego e sono pronte a proseguire, superando gradualmente le inevitabili differenze nei livelli iniziali di conoscenza della lingua.
Dal punto di vista occupazionale invece sono ben cinque le donne già inserite nel mondo del lavoro tra la stagione estiva nel settore alberghiero, le imprese di pulizia e un’azienda alimentare a Lavis.
Questa prima panoramica ci racconta che le premesse per fare bene ci sono tutte. Il nostro augurio è che ogni donna possa trovare la propria dimensione e indipendenza. Conosciamo bene gli ostacoli di oggi, dal mercato immobiliare alle difficoltà personali legate al vivere lontani da casa.
Proprio per questo, ci auguriamo che ogni sforzo si trasformi presto in una nuova opportunità.