News

La colonna sonora della Giornata Mondiale del Rifugiato allo Spazio Humus

Una playlist che ha unito suoni e sapori

Il 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale della persona Rifugiata. Ogni anno questa ricorrenza rinnova l’impegno a difendere i diritti di chi è dovuto fuggire da conflitti, persecuzioni e abusi, ribadendo la necessità di garantire a chiunque la possibilità di ricostruire la propria vita con dignità e in totale sicurezza. 

Persone spazio humus 2026Quest’anno, per noi, questa giornata ha assunto un significato ancora più profondo e concreto. È coincisa infatti con l’apertura alla comunità delle Cucine Popolari presso lo Spazio Humus: un luogo nato per essere aperto agli incontri, alle culture e alla solidarietà. 

Per questo primo pranzo di Cucine Popolari abbiamo voluto fare un esperimento di condivisione profonda. Abbiamo chiesto alle persone accolte nei nostri progetti di scegliere e condividere una canzone per loro significativa. Da lì si è creato quindi un sottofondo per l’evento, per permettere alle persone presenti di entrare a contatto con la storia dell’altro anche sotto un’altra forma, quella universale della musica.

Ne è nata una mappa emotiva che ha unito i profumi dei piatti alle note di tutto il mondo.

Per molti, la musica è un ponte invisibile con le proprie origini. Ascoltiamo la malinconia dolce di LWalida dei marocchini Hassan Gonzalez, Omar Sghir & Yasmine Sghira, un brano che evoca la nostalgia per la madre lontana , e la bellezza senza tempo dei canti tradizionali georgiani eseguiti dal Basiani Ensemble, come Gandagana e Suliko. Brani come Tierra del Olvido del colombiano Carlos Vives ci ricordano invece il legame viscerale con una patria complessa: una “terra della dimenticanza” dove si cerca di scordare la violenza perché non c’è alternativa, sognando il ritorno a casa. 

Molte delle tracce selezionate parlano apertamente di cosa significhi muoversi, scappare o vivere “a metà”. Attraverso l’algerina Ya Rayah di Rachid Taha si tocca con mano il dolore, ma anche la determinazione e la solidarietà del viaggiatore. Canzoni come Movimiento dell’uruguaiano Jorge Drexler , Bloody Border di Manu Chao o Mediterranea dei Modena City Ramblers ci ricordano che migrare è un fatto naturale dell’essere umano, e che il mare e i confini non dovrebbero mai trasformarsi in una condanna o in una barriera. 

Le donne africane e le loro battaglie vengono celebrate attraverso la voce dell’ivoriana-maliana Fatoumata Diawara con Tcheba (un brano femminista che invita alla gentilezza) e la storica Lady del nigeriano Fela Kuti.

Cosa ti fa sentire benvenuto Spazio Humus apertura 2026 cucine popolariInfine, brani come Diaspora (proposti sia da Tära per il contesto palestinese-italiano, sia da Doppelgänger per quello bosniaco-italiano) insieme ai pezzi di Ghali (Cara Italia, Casa Mia) e del rapper torinese-ivoriano Lenoir vogliono dare voce ai ragazzi delle seconde generazioni.

Le loro parole raccontano il bilico tra il sentirsi stranieri e il profondo desiderio di costruire una “nuova Italia” partendo dal riconoscimento delle proprie identità plurali.

Se vuoi ascoltare la playlist la trovi qui:

https://lc.cx/playlistspaziohumusatas