Il lavoro di comunità comincia a strutturarsi in Atas con alcuni progetti a partire dal 2013 e nel 2018 prende ufficialmente vita costituendo un’area innovativa e strategica, dedicata allo sviluppo di comunità e ai processi partecipativi, rivolti sia a cittadini/e stranieri/e che italiani/e.
Gli interventi di questo servizio sono finalizzati a creare e/o potenziare reti di sostegno e servizi di prossimità, promuovere, realizzare e sostenere processi di cambiamento, di empowerment e benessere delle persone e/o dei nuclei familiari.
Gli interventi mirano a valorizzare progetti orientati a: anticipare fenomeni di disagio; promuovere la coesione sociale nelle aree di rischio e fragilità; sostenere azioni in cui i diretti interessati sono chiamati a svolgere un ruolo attivo e responsabile; incentivare forme di rete per la concertazione degli interventi; facilitare progettualità condivise e gestioni congiunte delle iniziative incentivando la partecipazione e l’attivazione delle risorse locali (singoli cittadini, istituzioni locali, organizzazioni del territorio).
Le iniziative mirano ad aumentare il senso di appartenenza e di radicamento ad un territorio attraverso l’attivazione di strategie partecipative che, sviluppando la voglia di investire nel proprio ambiente e di migliorarlo, trasformano i cittadini in soggetti capaci di definire i problemi, di assumere responsabilità, di fare, di trovare soluzione per il proprio benessere e quello del territorio in cui vivono.
Oltre a costruire e promuovere reti territoriali, si punta sviluppa a sostenere la “dimensione territoriale delle relazioni” (a partire dalla dimensione di vicinato) e le relazioni di prossimità; a promuovere l’attenzione reciproca tra chi vive uno stesso contesto; a fare lavoro di prevenzione e trovare le figure ponte per arrivare alle persone che solitamente non si raggiungono; a curare i contesti informali ed esservi presenti.
Per rispondere al problema della solitudine è necessario lavorare per aumentare la coesione sociale, ossia promuovere contesti in cui trovare soluzioni capaci di diminuire strutturalmente la frammentazione sociale. In quest’ottica, la comunità assume il ruolo chiave di strumento di contenimento, prevenzione e paracadute sociale.
L’approccio di riferimento è quello dello sviluppo di comunità (rif. Branca e Colombo; Ripamonti; Martini e Torti), attraverso il quale ogni singola azione viene curata nell’ottica di accompagnare i/le cittadini/e verso la nascita di relazioni di fiducia, maggiore consapevolezza, corresponsabilità e potere rispetto alle azioni messe in campo.
n questa prospettiva, solitamente, la prima fase dei progetti avviati dall’area è funzionale a far conoscere le realtà e i soggetti della comunità tra di loro e farle entrare in connessione a partire dai bisogni comuni, coinvolgendo anche persone poco attive nella comunità; la seconda fase è di accompagnamento al “progettare insieme”; la terza fase è rivolta a cambiare il contesto e il modo di esservi presenti in qualità di cittadini/e attivi/e promotori/ici di attività di diverso tipo, con il macro obiettivo di rafforzare la comunità.
Attraverso il lavoro di comunità le persone e i gruppi vengono accompagnati nell’apprendimento di una modalità d’azione che promuove un modo di partecipare inclusivo – che riesca a coinvolgere anche persone più vulnerabili e/o solitamente meno propense a partecipare alla vita comunitaria – a partire dalle loro risorse e competenze di partenza; a non essere semplici fruitori di servizi comunitari, ma essere parte-in-azione; a sentirsi responsabili delle azioni promosse all’interno del progetto in vista anche di una maggiore sostenibilità futura. In ogni fase si promuovono momenti di valutazione partecipata che informano e nutrono lo sviluppo del percorso complessivo dei processi e dei progetti.
Destinatari. La comunità tutta: tutti i cittadini e le cittadine o specifici gruppi sociali quali ad esempio famiglie, persone in situazione di fragilità, persone con disabilità, cittadini di origine straniera; gruppi di volontariato, associazioni, gruppi informali, organizzazioni, realtà profit, reti strutturate e 62 formalizzate che comprendono istituzioni che erogano servizi e prestazioni; rappresentanti politici.
Nell’Equipe Lavoro di Comunità operano al momento 6 operatrici. Al loro lavoro si aggiunge l’impegno dei giovani in Servizio Civile e dei tirocinanti universitari.
I progetti attivi sono tre:
SPAZIO HUMUS
URBAN REGENERATION
SECONDI A NESSUNO